Salita al Rocciamelone 2010

Sabato 25 e domenica 26 luglio, la Sezione Ana Valsusa, insieme ad una Squadra in armi della 34^Compagnia del Battaglione “Susa” di stanza ad Oulx, ha celebrato il suo 41° pellegrinaggio alla cima del Monte Rocciamelone.

Anche quest’anno gli alpini valsusini, guidati dal loro instancabile Presidente, Giancarlo Sosello, hanno voluto, attraverso il  loro rituale pellegrinaggio al Rocciamelone, rendere omaggio alla statua della S.S. Vergine Maria posta ai 3538 mt. di quota della vetta dominante l’intera valle.

Come di consuetudine, tutto è iniziato sabato 25 luglio nel pomeriggio, durante il quale  una nutrita ed “agguerrita” pattuglia di alpini, capeggiati dal Presidente insieme a don Franco e don Nino, è salita al rifugio Ca’ D’Asti, insieme al personale in armi della 34^ Cp., per trascorrere una piacevole serata in allegria, allietata da un’abbondante cena ristoratrice delle fatiche sostenute nella salita, (complimenti a don Nino per l’ottimo “Vin Santo”, rigeneratore di spirito e fisico…) e dai tradizionali canti del repertorio alpino al chiaro di luna, che hanno visto unire alpini in congedo ed in armi, in unico coro, ricordando  tempi e gesta delle truppe alpine che furono.

Domenica mattina, dopo una nottata preceduta dal “silenzio”, rigorosamente d’ordinanza, e tutto sommato abbastanza riposante, intorno alle 06:30 è iniziata la “conquista” della vetta, immersa in un paesaggio da cartolina, con il sole che alle prime luci dell’alba iniziava a rischiarare i monti circostanti  per poi infine illuminare il fondo valle. Una lunga teoria di penne nere, ognuna facente riferimento ad un Gruppo alpini, camminava sul ripido sentiero congiungente il rifugio, prima con il pilone della Croce di Ferro ed infine con la vetta, già inondata  dalle prime luci dell’alba.

In vetta, dopo le prime predisposizioni “logistiche”, operate da don Franco e don Nino e dall’immancabile “deus ex machina” dell’evento, Fulgido, tutto era pronto per la celebrazione della Santa messa, al cospetto della statua della Vergine, attorno al cui altare da campo garrivano al vento  tricolore, vessilli e gagliardetti delle Sezioni e Gruppi presenti, e drappella della 34^ Compagnia alpini “Lupi”, che hanno unito in un filo comune “veci” e “bocia”, insieme alle “penne mozze” di “papà” Cantore, suggellando quel particolare legame affettivo che vincola fraternamente tutti coloro che portano quello strano, ma proprio per questo così particolare,  cappello di feltro con la penna nera. Mi sovviene a tal proposito un pensiero di Giulio Bedeschi, il quale per spiegare il sentimento e la volontà degli alpini a ritrovarsi insieme, così recita: ”ecco il semplice, elementare segreto degli alpini: un sacro patto umano. E’ una intesa profonda che passa da uomo a uomo, sul filo della penna nera. Un patto umano che, quando nasce dal patimento condiviso insieme al pane in mezzo al sangue, non sa morire più.”

Al termine della Messa e delle rituali foto ricordo, la Sezione, nella figura del Presidente, ha voluto omaggiare i due sacerdoti, sempre disponibili e presenti ormai da anni all’evento, di un presente costituito da due  fotografie incorniciate per ciascuno di un precedente pellegrinaggio, e a don Nino in particolare con la consegna di un cappello alpino, prontamente calzato dallo stesso, a particolare ringraziamento per il suo attaccamento alla Sezione ed alla Valle di Susa .

Permettetemi infine un particolare e tutto personale entusiasmo, nell’aver portato in cima sei dei miei ragazzi (tutti Caporali in ferma) della 34^ Cp, che con grande tenacia per la prima volta hanno raggiunto  una cima di più di tremila metri di quota. Nei loro occhi e sui loro volti si leggeva tutta la soddisfazione possibile di una simile “impresa”, che li ha visti protagonisti della salita con la quale gli alpini di allora, centoundici anni fa, e sempre del “Susa”, portarono in vetta la statua della Vergine:  ma si sa, per i “lupi” della 34^ “pieta l’è morta !”.

In  conclusione, al pellegrinaggio sezionale erano presenti i vessilli delle Sezioni “Val Susa”, Pinerolo e Cuneo, i gagliardetti dei Gruppi di Chiusa San Michele, Mattie, Vaie, Giaglione, Avigliana, Villardora, Susa, Bussoleno, San Giorio, Novalesa, Venaus, San Didero, Rubiana, Borgone, Caprie, Villarfocchiardo, Mompantero, Montafia, Collegno, Roure, Vigone, Trana, Santo Stefano Roero ed infine il vessillo dell’Associazione Nazionale Marinai, Sezione di Pinerolo.

A nome del Consiglio Direttivo Sezionale erano presenti oltre al Presidente  Giancarlo Sosello, i Consiglieri Giovanni Baro e Vittorio Amprimo, mentre per  la Fanfara Sezionale era presente il maestro Danilo Bellando.

 

Davide Corona

 

Immagini a cura di Corona, Bossù, Adobati e Giaj Arcota