PREGHIERA DELL'ALPINO

 

Su le nude rocce, sui perenni ghiacciai, su ogni balza delle Alpi ove la Provvidenza ci ha posto a baluardo fedele delle nostre contrade, noi, purificati dal dovere pericolosamente compiuto, eleviamo l'animo a Te, o Signore, che proteggi le nostre mamme, le nostre spose, i nostri figli e fratelli lontani e ci aiuti a essere degni della gloria dei nostri avi.

Dio onnipotente, che governi tutti gli elementi, salva noi, armati come siamo di fede e di amore.

Salvaci dal gelo implacabile, dai vortici della tormenta, dall'impeto della valanga: fa che il nostro piede posi sicuro sulle creste vertiginose, sulle diritte pareti, oltre i crepacci insidiosi: rendi forti le nostre armi contro chiunque minacci la nostra Patria, la nostra Bandiera, la nostra millenaria civiltà cristiana. ***

E tu, Madre di Dio, candida più della neve, Tu che hai conosciuto e raccolto ogni sofferenza ed ogni sacrificio di tutti gli Alpini caduti, Tu che conosci e raccogli ogni anelito ed ogni speranza di tutti gli Alpini vivi ed in armi, Tu benedici e proteggi i nostri Reggimenti, i nostri Battaglioni, Gruppi, Compagnie e Batterie. AMEN

*** La frase, nella versione originale del 21 ottobre 1949, diceva in realtà "rendi forti e nostre armi contro chiunque minacci la nostra millenaria civiltà cristiana" ed era recitata dagli alpini in congedo iscritti all’ANA. Nel 1972, su proposta di mons. Parisio, cappellano capo del 4° Corpo d’Armata alpino, e successivamente nel 1985, la frase della preghiera viene modificata prima  in “Rendi forti le nostre armi contro chiunque minacci la nostra Patria, la nostra Bandiera, la nostra millenaria civiltà cristiana...” e successivamente in “Rendici forti a difesa della nostra Patria e della nostra Bandiera”.

Attorno alla metà degli anni '90, il presidente dell'ANA Leonardo Caprioli ottenne dal CDN la possibilità che la preghiera potesse essere recitata nella forma del 1949 quando siano presenti soltanto soci iscritti all'ANA, o nella sua forma del 1985, alla presenza di reparti alpini alle armi.

Infine il 6 settembre 2007, l’Arcivescovo Ordinario Militare, Mons. Vincenzo Pelvi, ha reinserito, nel testo della preghiera modificata nel 1985 (quella, per intenderci, recitata dagli alpini in servizio) il riferimento alla  “nostra millenaria civiltà cristiana”. Per gli alpini in servizio, dunque, il "Rendici forti a difesa della nostra Patria e della nostra Bandiera” diventa “Rendici forti a difesa della nostra Patria, della nostra Bandiera, della nostra millenaria civiltà cristiana”. La versione esposta si riferisce quindi alle sole manifestazioni organizzate dall'A.N.A.